Dopo la sua scoppiettante intervista, abbiamo chiesto a Tatyana Gabellone, se avesse voluto lei intervistare il suo allenatore Mark Wall, per avere anche una idea del pensiero di un allenatore inglese (ancorché nativo in Australia) sulla marcia vista attraverso occhi solitamente diversi dai nostri.
Entrambi hanno acconsentito.
La pubblichiamo integralmente, il che non significa che siamo completamente d’accordo con Mark Wall, in particolare sulle ultime due risposte alle domande che gli sono state poste.
Rispettiamo le sue idee, ma Marcia dal Mondo è convinta che l’applicazione della tecnologia (nell’allenamento e nelle top races) nel mettere tutti gli atleti nelle stesse condizioni di oggettività sarebbe un deterrente alle polemiche, a volte anche pretestuose, che ogni tanto fioriscono nel nostro mondo.
Per quanto concerne in Pit Lane, la seconda opportunità data al giovane atleta di portare a termine la gara, magari poi fuori dai giochi per le medaglie, dovrebbe consentire alla specialità di non perdere potenziali giovani futuri che un domani potrebbero crescere.
Noi la vediamo così, ma comunque ringraziamo Mark Wall per i suo contributo anche se diametralmente opposto alle nostre idee.