Le due gare di Arles (FRA) e Nomi (JPN) hanno sconvolto la lista mondiale della 20 km uomini per quanto concerne le prime 20 posizioni (in calce la lista mondiale ad oggi dei primi 20 atleti).
Fino a sabato scorso sembrava che il tempo di Eiki Takahashi (JPN), allenato da Shigeyuki Shimizu fosse destinato a durare come world best fino ai Campionati Mondiali di Pechino 2015, o almeno fino ad una delle tappe europee del IAAF Challenge (Rio Maior o La Coruna) o a quella asiatica di Taicang, invece così non è stato.
Prima la sorpresa dei Campionati Francesi ad Arles che per un attimo ci ha lasciato tutti sbigottiti: lo stesso atleta a detenere il record mondiale di marcia su tutte e due le distanze olimpiche. Crediamo che questa circostanza non sia mai successa, o se sia successa il suo ricordo si perde nella notte dei tempi.
Poi, dopo appena una settimana, la stratosferica gara di Nomi che ha totalmente riscritto la lista mondiale della distanza per quanto riguarda i primi dieci atleti.
Non ce ne voglia Yohann Diniz, ma, come siamo stati felici a Zurigo quando distrusse il precedente record sulla 50 km, siamo ora felici che il suo record sia stato immediatamente battuto, e che Yusuke Suzuki sia stato il primo atleta a frantumare il muro dei 77 minuti sulla distanza (in quanto mai abbiamo considerato come tale il risultato di Morozov a Saransk del 8.6.2008).
Siamo felici per alcune ragioni:
- la prima: ci sembra giusto che il record sui 20 km appartenga ad un “ventista” e non ad un “cinquantista”;
- la seconda: ci sembra sano per il movimento mondiale della marcia che un paese emergente come il Giappone abbia raccolto così il frutto, forse inaspettato o forse no, della sua intensa attività a favore del movimento. Un bravo al loro Head Coach Fumio Imamura.
- la terza: la marcia mondiale mostra una vitalità inaspettata. Nel corso di questa settimana su molta stampa sportiva e su molti siti web le notizie del record di Yohann Diniz avevano tenuto banco; speriamo ora di leggere altrettanto nei prossimi giorni
E chissà che la prossima settimana questa storia non si debba ripetere; chissà che la corazzata Cinese nel porto di Pechino non si risvegli il prossimo week-end, nel “test event” per i prossimi Campionati Mondiali all’esterno del Bird’s Nest, riproponendoci ancora una riscrittura della storia.
Sarebbe un altro momento storico per tutto il movimento.

La partenza della 20 km degli Asian Championships a Nomi, JPN

Yusuke Suzuki durante la gara che gli ha fruttato il record mondfiale sulla distanza