26/03/2015   Pit Lane e formazione degli atleti






Da qualche tempo sì è aperto un dibattito in Italia sul vero obiettivo sottostante alla nuova regola del Pit Lane nel settore giovanile.

 

Per Marcia dal Mondo è chiaro fin dall’inizio che l’obiettivo primario è quello indicato dalla IAAF di “ridurre, se non eliminare del tutto, la squalifica” del mondo giovanile, che molte, per non dire troppe volte causa la perdita di atleti che, se adeguatamente seguiti e reimpostati, potrebbero essere dei promettenti marciatori.

 

Ci poniamo ora la seguente domanda: è giusto quindi allargare questo progetto sperimentale di regola anche agli atleti U18 per poi in seguito arrivare anche agli U20 ?

 

A nostro parere la risposta non può essere altro che: sì !

Si, perché il giovane nel suo percorso di crescita si abitua a capire che la squalifica non è la “istintiva reazione” della giuria alla sua marcia non corretta, e che gli viene offerta una “seconda possibilità”. 

Solo dopo che anche questa “seconda possibilità” abbia avuto esito negativo scatterebbe la “decisione finale” di escluderlo dalla gara, ed impara a concepire la sanzione (che diverrà poi squalifica senza appello) come un correttivo e non unicamente una punizione.

 

Appare fin troppo evidente che questo processo necessità di un non breve periodo di metabolizzazione, e che, se iniziato a giovanissima età, magari debba protrarsi per più anni: ecco le ragioni dell’uso della regola “passo dopo passo”.

 

Abbiamo voluto chiedere a Maurizio Damilano, Chairman del IAAF Walking Committee, il suo pensiero al riguardo, ed abbiamo ricevuto al riguardo la seguente risposta.

 


 

 

"La Pit Lane Rule per i giovani non è una scorciatoia per non imparare a marciare bene, ma piuttosto un percorso per capire che si hanno più vantaggi a marciare bene che a cercare la prestazione marciando male. 

 

E’ un percorso di cultura, oltreché di opportunità per imparare. 

Se si capisce l’importanza del Pit Lane Rule sarà più facile dopo accettare il giudizio e la eventuale squalifica, anzi, sono convinto che faciliterà la ricerca di soluzioni ai problemi tecnici al fine di evitare sanzioni. 

E permetterà ciò senza il peso psicologico incredibilmente grande per un giovane di essere “sbattuto fuori”, di impedirgli di concludere comunque la gara ottenendo un risultato finale, e quell’umiliazione profonda che chi è stato squalificato ben conosce. 

Non credo ci sia completa onestà in chi critica il Pit Lane Rule, ma piuttosto un conservatorismo che finisce col frenare e creare maggiori problemi.

 

Vedere il Pit Lane Rule come una cattiva forma di insegnamento per i giovani in quanto li porterebbe a sviluppare un’idea di permissività mi pare fuori misura. 

 

Si é discusso molto a livello internazionale e si é concordato che fosse la sanzione il vero deterrente capace appunto di far comprendere la convenienza a marciare bene piuttosto che molto rapidamente ma poi rimettendoci parecchio tempo di penalità. 

La scelta dei tempi di  penalità per le varie distanze va in questa direzione, anche se vi é chi, pur essendo d’accordo con la regola, chiede una riduzione della sanzione. 

Io personalmente credo che la strada di penalizzazioni meno lunghe potrebbe portare ad una cattiva interpretazione di questo strumento, e vedo in queste richieste la continuità di una distorta idea incentrata sulla prestazione più che sulla qualità di come la si é ottenuta. 

Certamente vi sono ancora alcune cose da valutare meglio, come ad esempio se questi stop in condizioni climatiche particolarmente rigide, come potrebbe avvenire in alcuni paesi più freddi, possono avere conseguenze sulla salute e l’aspetto muscolare dei ragazzi, ma credo si tratti comunque di cose valutabili direttamente dal giudice di riunione come in passato avveniva sulla discrezionalità di offrire acqua agli atleti in gare al di sotto dei 20 Km.

 

Il Pit Lane Rule ha volutamente seguito (sarebbe meglio dire sta seguendo) un percorso progressivo perché iniziando con gli under 16 gli stessi potranno usufruire in continuità di tale gestione di applicazione delle sanzioni di giudizio per poi arrivare pronti anche mentalmente nel tradizionale sistema. Il Pit Lane Rule naturalmente si prefigge anche di integrarsi con l’auspicata introduzione di un sistema tecnologico per il controllo della perdita di contatto nella marcia”.

 

Maurizio Damilano