09/06/2015   Analisi dei record mondiali della 20 km marcia dopo La Coruna






Quest’anno si sono ottenuti 3 record importanti sulla distanza olimpica dei 20 Km di marcia: quelli a livello maschile (Yohann Diniz e Yusuke Suzuki), e quello a livello femminile (Liu Hong), inoltre la Russa Alembekova era anche lei scesa sotto il vecchio record, ma la prestazione non aveva i requisiti per essere omologata).
 
I dibattiti al riguardo si sono accesi, purtroppo per la maggior parte in Italia, con toni più o meno forti, puntando ora sul modo di marciare, ora sul giudizio, ora sulla regolarità dei percorsi.
 
Premesso che vi sono situazioni in cui le critiche riportate hanno ampiamente modo di essere giustificate, è altrettanto vero che è un errore fare di tutte le erbe un fascio, e arrivare addirittura ad auspicare l’esclusione della disciplina dal panorama internazionale, come in alcuni casi è avvenuto, non è certo il miglior segno per esprimere la propria passione.
 
Le analisi vanno però fatte non sull’onda emotiva, ma su dati certi e confrontabili.
 
Parlare di tecnica di marcia non sempre è facile. Al di là che la regola non varia più di tanto da diversi decenni, e soprattutto nella sua sostanza, con i due baluardi essenziali del contatto con il suolo visibile all’occhio umano (precisazione indispensabile vista l’evoluzione tecnologica che probabilmente coglierebbe a volte in fallo anche atleti degli anni ’50, ’60, ’70 etc…) e il “bloccaggio” del ginocchio, essa si identifica da metà degli anni ’60.
Spesso si tratterebbe di discutere sulle interpretazioni.
Forse ancor più spesso su valutazioni che derivano da analisi di immagini e non dal diretto contatto con la gara.
 
Il giudizio è un tema spesso soggettivo (non in riferimento al metro usato dai giudici, ma per la soggettività anche di chi commenta, o per situazioni personali) quindi o lo si fa a “semplice vista” - come si dice - oppure è un esercizio demagogico e populistico.
 
Mettere in discussione i percorsi può essere logico solamente dove non vi siano riscontri reali. Ad oggi in nessuno dei casi dei record 2015 parrebbe non esistere una documentazione corretta della misurazione del percorso secondo le regole internazionali (qualche perplessità la possono suscitare solo gli oltre 30 PB registrati nella gara di Nomi in Giappone).
 
Detto questo bisognerebbe allora riflettere su alcune cose.
 
20 km Uomini
 
 
Intanto l’attuale record mondiale, sui 20 Km maschili  stabilito dal Giapponese Suzuki (1:16:36, e la settimana prima dal Francese Diniz con 1:17:02) significa marciare a 3:50 al chilometro. Questo rappresenta un miglioramento di 2” al chilometro rispetto ai record mondiali degli ultimi 20 anni:
1994 Bernardo Segura 1:17:25.6;
2003 Jefferson Perez 1:17:21.
E’ quindi evidente che statisticamente questo miglioramento è quasi irrilevante, e ci farebbe dire neppure del tutto clamoroso, essendo nello stesso periodo sceso molto di più il ritmo al chilometro per il record di maratona.
 
Ancor più se vediamo la sua evoluzione nelle varie decadi partendo dal 1960 abbiamo questa situazione:
1:25:58 Vedykov 1960;
1:24:50 Nihill 1972;
1:19:35 Colin 1980;
1:18:30 Blazek 1990;
1:17:26 Segura 1994;
1:17:21 Perez 2003;
1:16:36 Suzuki 2015.
Si tratta di 9 minuti e mezzo in 55 anni.
 
Confrontandolo con la maratona per le stesse decadi, ecco la progressione:
2:15:16 Bikila 1960;
2:09:28 Hill 1970;
2:08:18 De Castella 1981;
2:06:50 Dinsamo 1988;
2:05:28 Khannouci 2002;
2:02:57 Kipruto 2014.
Un miglioramento di 13 minuti negli stessi 55 anni (certamente visto il doppio della distanza da percorrere si tratta di un miglioramento di velocità per ogni chilometro inferiore. Va però tenuto conto di come la distanza più breve allarga le opportunità di record e prestazioni. Altro confronto andrebbe fatto sulla velocità, poiché non vi è dubbio come sia in proporzione diverso il confronto di miglioramento).
 
Vi è un altro aspetto interessante da prendere in considerazione, ossia come sia fortemente cambiata la densità di atleti che si esprimono vicino a questi massimali nel tempo. Ciò vale sia per la marcia come per la maratona.
 
Questo certamente è motivo di riflessione maggiore per la marcia rispetto alla maratona in quanto disciplina soggetta ad un giudizio, e dove se il setaccio allarga le proprie maglie passa un po’ tutto e la “purezza” del prodotto che dovrebbe scendere finissimo perde la sua qualità. Ma come detto ciò è confutabile realmente se si è presenti alle gare.
 
20 km donne
 
Vediamo cosa è successo per il record femminile.
 
Liu Hong porta il record da 1:25:02 a 1:24:38. Si tratta di 24 secondi, ossia poco più di 1 secondo al chilometro.
 
La progressione femminile per decadi è stata questa (ufficialmente la 20 Km è prova introdotta nel 1999 pertanto con dati statistici meno ricchi ed una progressione logicamente più rapida ed evidente):
 
1999 Riaskina (RUS) 1:27:30;
2001 Wang (CHN) 1:26:22;
2005 Ivanova (RUS) 1:25:41;
2011 Sokolova (RUS) 1:25:08;
2012 Lashmanova (RUS) 1:25.02 (record sotto inchiesta);
2015 Liu (CHN) 1:24:38.
 
In 16 anni abbiamo un miglioramento di 11 secondi al chilometro circa.
 
Vediamo la maratona femminile nello stesso periodo:
1999 Laroupe (KEN) 2:20:43;
2001 Takahashi (JAP) 2:19:46;
2001 Ndereba (KEN) 2:18:47;
2002 Radcliffe (GBR) 2:17:18;
2003 Radcliffe (GBR) 2:15:25.
 
Il miglioramento è stato di circa 7 secondi al chilometro (come già detto 7 secondi ad una velocità di 3:15 al chilometro per il record in maratona e 4:13 per la marcia, portano ad un’equivalenza vicina ai 10” reali per la maratona, ossia praticamente il medesimo miglioramento).
 
Sul piano della prestazione atletica questi sono i valori, e questi dati confermano una sostanziale equivalenza nei miglioramenti a livello prestativo tra marcia e maratona.
 
Tutto il resto naturalmente è discutibile e soggettivo poichè nella marcia contano tecnica, stile e giudizio che non riguardano la corsa.
Un dato però è piuttosto certo, sia nella marcia che nella maratona assistiamo a miglioramenti di record che avvengono quasi sempre attraverso atleti che hanno raggiunto grandi risultati negli eventi maggiori (olimpiadi, mondiali, campionati di area o grandi meeting), e questo rappresenta un dato significativo.
 
Il futuro
 
Se compariamo gli attuali record mondiali della marcia (e della maratona) con quelli, ad esempio, dei 100 piani e li confrontiamo con le tabelle di punteggio IAAF del Dr. Bojidar Spiriev otteniamo le seguenti tabelle
 
Uomini
Record mondiale
Punti
     
20 km marcia
1:16:36
1.266
Maratona
2:02:57
1.292
100 piani
9:58
1.356
 
 
Donne
Record mondiale
Punti
     
20 km marcia
1:24:38
1.232
Maratona
2:15:25
1.282
100 piani
10:49
1.314
 
 
Se immaginiamo in un futuro, forse non tanto prossimo, che i punteggi delle performances degli attuali record mondiali sui 100m piani siano applicabili anche alla marcia otterremo questi stratosferici risultati
 
Gara
Punti
Record mondiale
     
20 km marcia uomini
1.356
1:12:18
20 km marcia donne
1.314
1:18:54
 
 
Come si vede c’è ancora molto spazio prima di accendere infuocati dibattiti.
 
 
 
 
 
 
 
 
Liu Hong festeggia con Sandro Damilano con il termpo non ancora ufficiale di 1.24:37
 
 
 
Rimisurazione del percorso dal Misuratiore Ufficiale Jorge Blanco (ESP) in presenza della giuria arrivo
 
 
 

 

Il Misuratore Ufficiale controlla la biciclertta calibrata