06/08/2015   Michele Didoni: vent'anni fa






6 Agosto 1995, (ndr: esattamente nel giorno nel 50° anniversario di Hiroshima) Michele Didoni vince il Campionato del Mondo nella prova dei 20 km di marcia.
 
Michele Didoni è il secondo italiano a vincere il titolo mondiale nella marcia dalla sua istituzione nel 1983 (si aggiungeranno poi alla lista Anna Rita Sidoti nel 1997 ed Ivano Brugnetti nel 1999), e lo fa anche come il più giovane vincitore italiano di un mondiale avendo da poco compiuto 21 anni (7 Marzo 1974).
La sua vittoria a Goteborg non può non essere unita ad una partecipazione della marcia italiana strepitosa con altre due medaglie d’argento conquistate da Elisabetta Perrone (10 Km) e Gianni Perricelli (50 Km) , e due finalisti: Arturo Di Mezza 7° nei 50 Km e Rossella Giordano 6° nei 10 Km .
 
Michele Didoni è stato un talento puro della specialità.
Nelle categorie giovanili ha sbaragliato il campo conquistando record italiani a ripetizione e il titolo Europeo Juniores a San Sebastian nel 1993 con 40’05”62 (fu già terzo a soli 17 anni ai precedenti Europei svoltisi a Salonicco – 42’16”68).
Nella categoria seniores l’esordio internazionale avviene agli Europei indoor di Parigi 1993 dove termina 4° (19’01’03) e nell’estate agli Europei all’aperto dove termina in 10° posizione (1h23’21).
Ai Giochi Olimpici è 34° ad Atlanta ed 11° a Sidney.
 
Nei Campionati Mondiali partecipa a 4 edizioni, oltre all’oro di Goteborg sarà 7° ad Atene, 10° a Siviglia e 16° a Parigi.
Allenato da Pietro Pastorini, tecnico che ha forgiato generazioni di giovani marciatori milanesi portando alla notorietà internazionale soprattutto Didoni, Perricelli e Alfridi, Michele Didoni è stato un “ventista” di razza che certamente ha ottenuto meno di quanto il suo talento lasciasse presagire dopo la vittoria di Goteborg, ma ha segnato un’epoca per quanto offerto dal punto di vista tecnico. Cresciuto alla “scuola” milanese ha seguito, insieme a Gianni Perricelli e con Pastorini la strada di una costante ricerca tecnica e metodologica che in quegli anni caratterizzava la marcia italiana, crescendo nel rapporto con grandi campioni e tecnici di livello assoluto.
 
Goteborg non fu una vittoria inaspettata. Intanto fu preceduta da un grande 5° posto nella prova di Coppa del Mondo a Pechino e da una crescita costante nell’arco della stagione.
Chi fu presente quell’anno ai campionati italiani di Cesenatico, dove terminò secondo in 38’48, credo ebbe già sostanzialmente il quadro di quella che sarebbe poi stata qualche settimana più avanti Goteborg, con le sue luce ed ombre annunciate per la marcia italiana. In quella gara sia come conduzione della prova che, soprattutto, come tecnica Didoni fu eccellente, a tratti straripante, proprio come seppe fare poi a Goteborg dominando la parte finale di gara con determinazione, capacità di sofferenza e classe tecnica.
Nelle gare veloci maschili, nonostante i successi ottenuti anche dopo, certamente l’Italia non ha più espresso un talento così puro tra capacità prestativa e tecnica di marcia.
 
Michele Didoni è stato uno dei simboli della marcia italiana nel suo periodo più florido, ossia quello degli anni ’90 , formando unitamente a Giovanni De Benedictis, Gianni Perricelli, Arturo Di Mezza, Ivano Brugnetti, Alessandro Gandellini, Lorenzo Civalero, Ileana Salvador, Anna Rita Sidoti, Erika Alfridi, Elisabetta Perrone, Rossella Giordano una formidabile squadra di atleti capaci di salire su tutti i podi mondiali.
 
 
Maurizio Damilano
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

Michele Didoni a Goteborg 1995

 

 

 

 

Il momento clou della gara