Il bus delle 6:30 è partito e siamo arrivati allo stadio circa 7:00. C’è di tempo per una pausa caffè e via. Non ho davvero voglia di riscaldarmi, a quel punto, ho appena fatto della piccola mobilità, e mi sentivo bene e sciolta. Questo grazie principalmente a Dee Mahoney che ha lavorayo su di me e mi ha insegnato alcuni esercizi di mobilità incredibili che mi aiuteranno nella giornata.
Ci hanno chiamati alla stanza di chiamata e mi sono diretta velocemente. Ho visto alcune persone che conoscevo e ho detto ciao. Ho visto alcuni ragazzi che non conoscevo venire e stringermi la mano, e lo ho trovato molto commovente. Nessuno ha detto nulla di negativo o mi ha guardato con eventuali sguardi cattivi: era davvero bello. Come ci siamo diretti verso il percorso c'erano persone che mi sorridevani e mi facevano vedere il pollici in su. Alcuni hanno chiesto di farsi fotografare con me. Quando siamo arrivati alla linea di partenza ho fatto un po di marcia e mi sentivo bene.
Sempre più persone volevano foto con me, e il presentatore mi ha annunciato. Era abbastanza fresco. Stavo facendo del mio meglio per non apparire eccitata, ma la mia frequenza cardiaca era probabilmente di 15-20 battiti superiore al normale da quando mi ero svegliata.
Finalmente siamo al via. Noi ... io e i ragazzi .... siamo in fila per iniziare una 50Km. Ero in fila alla linea di partenza di un 50K internazionale !!!!!! La pistola ha sparato e il suo sparo mi ha stordito. Guarda dove sono ! Guarda quello che sto facendo !!!! Oh mio Dio !!!!
Ho iniziato a soffocare un po'. Per essere realmente lì, per averlo fatto, si proprio per averlo fatto, sembrava tutto surreale. Ma ho buttato tutto fuori di testa e mi sono messa a marciare.
Il mio piano era di andare ad un ritmo di 5:30/km che mi avrebbe portato a 4:35:00. Mi sentivo abbastanza sicura di questo ritmo, in particolare attraverso i ciottoli della prima parte della gara, e quando con Ian abbiamo passato il primo Km eravamo a 5:32, quasi come avevamo programmato, ho continuato con questo passo e stato bene.
Ero molto concentrata, ma era difficile, perché sentivo che tutti ai lati facevano il tifo per me! L'annunciatore diceva il mio nome e la gente urlava e tifare. Non ho potuto fare a meno di sorridere. Dopo la gara la gente mi ha detto che ho ottenuto più applausi di chiunque altro. Altre nazioni tifavano, ma tonnellate di italiani mi incoraggiavano, le persone presso i punti di rifornimento anche degli altri paesi facevano il tifo per me.
Il mio piano era quello di arrivare con quel passo ai 25K e poi iniziare a diminuire un po’. Come la gara si era messa sentivo come che stava per essere perfetto, ero sul passo, forse un po’ sopra, ma niente di folle. Così è arrivato il 25K e ho pensato: sì, cominciamo a rallentare, e ho rallentato ! Che cosa ?!?!?! Non mi sentivo come se fossi andato più piano. Così mi ho raccolta in me e ho pensato, va bene, rallenta ancora dai! Ed era ancora più lento. Ed è così che il resto della gara è andata.
A poco a poco ho rallentato, fino a che ad un certo punto era decentemente lento. E’ stato così frustrante perché non ero sicuro perché stavo rallentando. Ai 40K penso che sia stato solo il battito del mio cuore ad andare a quel ritmo più lento.
La regola della IAAF diceva che dovevo iniziare iniziare l’ultimo giro prima di 4:35:00. Come la gara è stata sempre più vicina alla fine ho iniziato a essere preoccupata che io non l'avrei fatta. Inoltre, non sapevo esattamente dove "l'ultimo giro" è stato. di solito su un corso di 2K è alla linea di partenza-arrivo. In questa gara non è stato così, ed è stato una cosa molto buona. Se fosse stato come al solito non ce l’avrei fatta. Tutte le persone presso l'area dei contagiri facevano il tifo per me (e alcuni dei funzionari credo) con 3 o 4 giri dalla fine mi stavano tifo, dicendo: “Dai che ce la fai!” A due giri dalla fine ero troppo preoccupata, volevo davvero essere in grado di finire.
Poi uno dei giudici si avvicinato e mi ha detto, "Hai 7 minuti! Go!" Ho guardato il mio orologio che segnava 4:30:00. Avevo sette minuti per arrivare al puntoi. Alcuni di voi potrebbero fare della matematica in questo momento e dire, aspetta un minuto, hai detto 4:35:00. 4:30:00 maggiorato di sette minuti è 4:37:00. esatto. E io non so che cosa li ha fatti cambiare idea, forse la non linearità del percorso. O forse penso che sia stato proprio che avessero voluto che io sia in grado di finire la gara.
Tony, dalla Nuova Zelanda, può confermare questo passo successivo. Quando il giudice ha detto che avevo sette minuti e ho guardato il tempo ero ancora nervosa. Ho lanciato un urlo primordiale folle. Mike Manozzi mi aveva appena superato, così si era di fronte a me circa 15 metri. Ho urlato come una pazza. L'urlo si era quasi preso tutta la mia aria, e mi ha terrorizzato. Dovevo farcela. Non ho idea da dove mi sia arrivata la forza di farcela, ma ho portato ila mia andatura fino a 5:40. Prima andavo a quasi 6:40. Stavo camminando terrorizzata.
Nel giro successivo vedevo alcune persone che venivano vicino me e alcuni altri se ne stavano lì in fondo; li vedevo lontano. Stavo venendo quelli dei contagiri, stavano lontano guardando gli altri giudici. Ne ho visto uno che conoscevo venive verso di me, ma non avevo la forza di guardarlo.
Il mio amico fuori dal percorso mi ha detto che stava facendo un movimento come se dovrei smettere. Ma io non l'ho visto, stavo guardando tutti gli altri.
Ho capito dopo che mi stavano segnalando di "calmarmi" con le mani, come se potessi rallentare. Ho urlato “Lo ho fatto ? Posso finire ?" Mi ha sorriso è mi ha detto sì !
Il mio amico fuori ha detto che da fuori sembrava che stesse andando a fermarmi finché non vide lo sguardo sul mio viso. Con quel giro ero a 4:36:15!
E’ stata una buona cosa mi hanno detto che potevo marciare più tranquilla con un ritmo più sostenibile per me. L'ultimo giro è stato divertente, sapendo che avevo quasi finito.
Sono andata fuori del percorso dei 2K e avviato verso l’ stadio. La gente era lì gridava e urlava. Ho visto Federica Curiazzi, la ragazza italiana che ha dormito con me e gareggiato con me in Cina nella “Quattro Giorni di Wuzhong”. Ho detto ciao a lei e le ho chiesto come stava. Mi ha guardato come se fossi pazza e ha detto "bene". Sembrava si vergognasse pensando che lei stava lì in piedi in disparte mentre io stavo terminando una 50Km !
Penso che sia stato in parte proprio così; ero così stanca .... ma mentre scendevo verso lo stadio ho iniziato a diventare molto eccitata e quasi mi sentivo superventilata.
Nello stadio e le tribune erano piene di persone che stavano in piedi e urla e il tifo per me!
Dovevano ancora fare le premiazioni per le squadre e così le persone erano ancora lì e la folla era incredibile!
Avevo finito !!!
Erin Taylor-Talcott
(Foto di copertina by Giancarlo Colombo per Fidal, altre by Tullio M. Puglia per Getty Images)
Reportage su Erin Taylor-Talcott a Roma 2016