17/05/2016   Evan Dunfee: il completo dominio del mondo non era uno scherzo






Due settimane or sono abbiamo avuto la nostra prima grande gara della stagione olimpica: i Campionati del Mondo a squadre - in cui un paese può inviare cinque atleti, con i primi tre di ogni gara che portano punteggio - si sono tenuta a Roma quest'anno, con un preavviso di solo quattro mesi.

 

In origine, l'evento era stato programmato in Russia, ma con la saga del doping in corso, e la successiva squalifica di tutta la squadra russa, è stata giustamente cambiata la sede della manifestazione.

 

Mentre mi vedo più come partecipante alla 50 km sono stato iscritto alla 20 km, in quanto come squadra abbiamo avuto una buona possibilità di raggiungere il podio.

 

Il mio allenamento a Flagstaff, in Arizona era stato davvero buono. Ero fiducioso di fare una buona gara e volevo stare nel gruppo di testa insieme a due dei miei compagni di squadra.

 

Purtroppo, un sacco di di atleti appartenevano a quel gruppo e durante la prima metà della gara è stato il più grande gruppo che io abbia mai visto (eravamo in 50 persone ai 5 km), che su un percorso non tanto largo e con un sacco di boe.

 

Dopo un paio di chilometri, ho deciso che il posto migliore per me era quello di andare davanti. Così, sono subito passato da metà gruppo direttamente in testa.

 

Con il ritmo presto essere abbastanza tranquillo, questo non è stata una mossa costosa, però ho potuto sentire che ero già vicino al miei limiti. Una strappo del gruppo è avvenuto solo dopo 10 km, ma io sono stato in grado di rispondere, e ho perso il contatto.

 

Il vedere che le mie speranze di terminare nei primi otto fossero lontane mi ha fatto sentire dispiaciuto per me stesso per circa un chilometro prima che cominciassi a pensare solamente al risultato di squadra.

 

Con Inaki Gomez e Ben Thorne ancora comodamente nelle prime posizioni, sapevo che avevo bisogno di recuperare il maggior numero di atleti davanti a me, ed ho cercato di farlo.

 

Nella seconda metà di gara, sono stato in grado di continuare bene la gara il che mi ha permesso di prendere un certo numero di marciatori. Sono passato dalla 26° posizione ai 10 km per finire 16°, un risultato di tutto rispetto nonostante la mia insoddisfazione per la mia gara.

 

Sapevo di essere in grado di far meglio e mi sento come se fosse un'occasione sprecata per non aver fatto quel grande passo avanti, ma sapendo in ogni caso che nonostante abbia fatto una gara mediocre e sia nella top 16 mi dà molta fiducia per il futuro.

 

Inaki e Ben sono riusciti a finire in modo spettacolare, con Ben ottenendo il personal best e il quinto posto e Inaki il settimo.

 

Questo è stato sufficiente per ottenere l’argento a squadre, dietro la Cina, un potente colosso nella marcia.

 

Che tre ragazzi di Vancouver avessero potuto gareggiare con una tale potenza dimostra che non bisogna mai mettere dei limiti su che si può fare. Quando il Race Walk West (il club di Gerry Dragomir, dove tutti ci alleniamo) è stato costituito, la mission era “il completo dominio del mondo" e la gente pensava che fosse uno scherzo ...

 

Ora nessuno ride più.

 
 
Evan Dunfee
(pubblicato in Richmond News del 13.5.2016)
 
 
 
 
 
 
 
 
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