Ma è una vittima sacrificale o solo un dopato recidivo?
Riportiamo parte di un editoriale apparso su Avvenire a firma di Massimiliano Castellani, oggi 23 giugno (il giorno successivo “al più strano giorno dell’antidoping in Italia”).
Le controanalisi sul campione B sono state fissate per martedì 5 luglio 2016 nel laboratorio di Colonia (dove fra l’altro erano state effettuate le ri-analisi del 13 maggio 2016).
... Appena un mese fa don Lusek ricordava in merito alla passata vicenda di Schwazer che «una persona non è solo la somma dei propri errori... Il doping è un fallimento, è una sconfitta, ma da lì si può ripartire».
Ecco, il problema: in questo momento noi non sappiamo da dove ripartire.
I venti della discordia alimentano la classica macchina del fango.
Così dalla condanna certa per l'atleta, che direbbe addio alle Olimpiadi e all'atletica, si passa al sospetto della manipolazione delle provette, fino all'intrigo internazionale…
II verdetto è fissato per il 5 luglio, il giorno delle controanalisi.
A quel punto sapremo se Schwazer è la vittima sacrificale dell'eterno sistema perverso e dopato o un povero diavolo che continua a perseverare nell'errore.
Ma fino ad allora, chi di noi può giudicare?
Dinanzi a questo nuovo tsunami del doping che si è abbattuto su Alex Schwazer sono queste ultime, le parole di Papa Francesco, le uniche che ci soccorrono.
Marcia dal Mondo non tratterà più l’argomento fino all’esito delle controanalisi.