Nella serata di venerdì davanti ad un ottimo boccale di birra, la nostra amica Silvia Hanusova che collabora con l’organizzazione della 37° edizione della Dudinska Patdesiatka ci confessava che per loro l’indomani sarebbe stata la prima esperienza con la Per Lane Rule.
In Slovacchia mai era stata applicata questa nuova regola.
Il mattino successivo subito ci indirizziamo verso quella zona per vedere come gli amici dell’organizzazione avevano risolto il problema che stava loro più a cuore, visto che il percorso a Dudince è non molto largo.
La scelta della Pit Lane Area era caduta in uno slargo sufficientemente ampio che portava ad un parcheggio di un condominio, che per l’occasione era stato fatto evacuare: la potenza mediatica di una gara internazionale in un contesto di una cittadina termale è riuscita in quello che da altre parti sarebbe stato quasi impossibile.
Uno spazio ben delimitato, con un tavolino con ben cinque cronometri ed un orologio e una simpatica signora addetta a tale compito.
Più in la una sedia con cinque o sei coperte.
Riflettiamo per un momento, ma non ricordiamo di aver mai visto delle coperte.
Oggi però immaginiamo saranno utili, visto che la temperatura alle ore 8:00 è appena di +0,5°C e l’umidità sfiora il 73%.
Se qualche atleta della 50km dovesse venir fermato nelle prime due ore di marcia della 50km all’interno della Pit Lane Area per i 5 minuti previsti dal regolamento, avrebbe qualche problema successivamente a riprendere: ecco a cosa dovrebbero servire le coperte.
Confessiamo che non ci avevamo pensato.
Ore 8:00: partenza
Ore 8:18: ecco il momento fatidico. E’ arrivata la terza red card (quella che fa scattare il Pit Lane). Tutto è pronto.
Ore 8:20: contrordine compagni. Non se ne farà nulla perchè i nostri amici giudici ci hanno già pensato con la quarta e poi la quinta red card. L’atleta viene fermato definitivamente poco dopo.
Ore 8:59: ci siamo. Nel frattempo la temperatura è salita a circa 3°C e l’umidità è calata attorno al 45%, ma si sta alzando un venticello (2m/s) abbastanza fastidioso. Le coperte: ecco a cosa servivano.
Ore 9:06: il numero 41 entra nella Pit Lane Area, quasi scusandosi, si copre e aspetta i suoi bei 4 minuti visto che poi dovrà uscire per completare la sua 35km. che porterà a termine in 3:02:57
Ore 10:11: tutto pronto per far entrare il primo atleta degli U18 nell’era di penalità, ma anche in questo caso, primi che lui transiti davanti alla postazione ci pensano i giudici con altre due red cards.
Ore 10:30: iniziano i dieci minuti più intensi per l’operatrice, che ancora non lo sa, mentre si prepara a ricevere il numero 101 (la sua penalità è di 1 minuto). Fa appena in tempo as uscire che
Ore 10:36: spalla a spalla il primo (numero 102) ed il secondo (numero 103) degli U18 vengono invitati dal Giudice Capo ad entrare nella Pit Lane Area. I due giovani slovacchi si guardano e sorridono. Pensano: è andata meglio così, ce la giochiamo dopo.
In effetti la lezione è servita: se la giocano bene.
Finire in tre sul podio dopo essere stati in tre nella Pit Lane Area è un’esperienza veramente nuova.
Ore 10:44: il sole è alto e si sfiorano gli 8°C. Non servono le coperte per il numero 40 anche se deve restarci per 4 minuti prima di riprendere la sua fatica per concludere de 35km in 3:05:43
Ore 10:46: è la volta dell’unica donna a sperimentare questa nuova esperienza. La giovane U20 della Slovacchia viene fermata per 1 minuto. Terminerà poi in 50:00 in seconda posizione.
Ore 14:43: La temperatura ora è di quasi 9°C, l’umidità si aggira attorno al 45%, ma il vento è sempre più fastidioso, mentre si sta svolgendo la 20km degli uomini. E’ il momento del numero 58 a finire nella Pit lane Area, questa volta per 2 minuti. Decide di abbandonare.
Ore 14:46: José Maria Raimundo Cox (GUA), che cercava di resistere ad Arevalo e Soto, viene sanzionato con la terza red card per mancanza di contatto con il suolo. Qualche minuto dopo (14:51) viene fermato. Riprende dopo lo stop di 2 minuti.
Riesce a fare ancora un giro e mezzo del percorso quando scatta per lui la quarta red card che pone fine definitivamente alla sua gara.
La cronaca di una giornata di Pit Lane tra cronometri, coperte, sole e vento termina qui.
Per i nostri amici di Dudince la prima volta è stata una bella esperienza.
