Atto primo
Trieste, 1 luglio 2017 ore 9:57, sulla pista appena inaugurata due giorni prima dell’impianto di atletica leggera del vecchio Stadio Grezar si alza una paletta rossa di fronte all’atleta che stava guidando la gara su pista dei Campionati Italiani di atletica leggera.
E’ Massimo Stano.
Guarda tra lo stupito e lo sconcertato la giudice che gli ha notificato la squalifica, si toglie il pettorale n. 18 e si avvia verso gli spogliatoi.
Comincia qui il percorso dei dieci mesi più belli che hanno portato il portacolori delle Fiamme Oro da un “non titolo Italiano” ad un inatteso bronzo individuale nei Campionati Mondiali di Marcia a Squadre della IAAF (con l’aggiunta dell’argento a squadre), percorso che si è concluso all’alba di oggi (fuso dell’Europa Centrale) di fronte al Taicang Museum.
Aveva da qualche mese cambiato allenatore il nostro giovane pugliese di Palo del Colle, Bari e si era anche trasferito da Milano a Roma, dove fra l’altro ha messo su famiglia, per dedicarsi alle cure di Patrizio (Patrick per gli amici) Parcesepe che già stava allenando Antonella Palmisano e Francesco Fortunato e che era stato l’allenatore storico di Marco De Luca, oltre ad essere stato anche l’ultimo allenatore di Elisa Rigaudo.
Un cambio di vita, quello di Massimo Stano, probabilmente anche di amicizie, ma, come ben si sa, le amicizie vengono presto coltivate fra coloro che sono guidati da comuni interessi ed obiettivi.
E la marcia è uno di questi comuni interessi, mentre l’obiettivo in divenire è quello degli Europei di Berlino 2018.
Non sarà facile.
Ma ritorniamo a Trieste, anzi all’obiettivo del titolo italiano, dopo la bellissima gara che aveva fatto a La Coruna il 3.6.2017 nella quale aveva concluso la 20km in 1:22:30, sfiorando il suo personal best. Le premesse erano buone, ma tra il dire “vincerà” e la “vittoria vera” c’è sempre di mezzo la gara. La vittoria devi conquistartela, e non conta solo vincere, ma conta anche come vinci.
E conta soprattutto, nel futuro, il rispetto da parte degli sconfitti.
Atto secondo
Roma, 4 marzo 2018 ore 10:40, la lunga stagione invernale densa di allenamenti con gli altri amici del Parce Team (Francesco Fortunato ed Andrea Agrusti) inizia a dare i sui frutti.
Sul percorso delle Terme, dove si era svolta edizione del 2016 dei Campionati Mondiali di Marcia a Squadre della IAAF, arriva il titolo e questa volta è quello sulla 20km, quello più ambito.
E con il titolo arriva anche il personal best di 1:21:02.
Non sa ancora Massimo Stano che a quasi 10.500km di distanza a Huangshan (CHN) il giorno prima un certo Wang Kaihua di due anni più giovane di lui vince la selezione della Cina per Taicang 2018 in 1:19:45.
Atto terzo
Taicang, 6 maggio 2018 ore 11:00.
“Ero davanti e non ci credevo. Mi guardavo attorno, non mi sembrava vero, ero l’unico europeo circondato da cinesi e giapponesi …”
Per vincere, per far sì che i sogni si avverino, bisogna provarci e massimo ci ha provato.
Trenta minuti dopo, sul rettilineo che porta al traguardo di fronte al Taicang Museum, avrà certamente visto davanti a lui quel Wang Kaihua che poco prima lo aveva staccato.
Ma questa volta a separarli erano solamente 11” mentre virtualmente tra il tempo di Huangshan e quello di Roma intercorreva ben 1:17, una enormità.
Di più: il cambio di maglietta di oggi tra Fortunato con Arevalo e Stano con Soto, e la firma del Campione del Mondo di Londra 2017 sulle loro, significa in particolare il rispetto per chi oggi li ha sconfitti.
Conclusione
Tutti i grandi allenatori sempre usano dire che prima o poi nella marcia può accadere di vedere una paletta rossa, e che non si è un vero marciatore se non hai sofferto una squalifica.
Ma le squalifiche servono a forgiare la personalità ed a combattere affinché il sogno si trasformi in realtà.