20/05/2019   Rocroi 19 maggio 1643: 376 anni dopo






Chissà come avrà dormito il Gran Condè, Luigi II di Bordone, dopo la storica battaglia di Rocroi il 19 maggio 1643 ?

Non ce ne voglia il nostro personale amico Antonio La Torre se oggi Marcia dal Mondo esattamente 376 anni dopo gli chiede umilmente conto della notte trascorsa.

 

Alytus non è terra avvezza a Dom Perignon, ma ormai anche in terra di Lituania lo si può trovare. In mancanza forse ci si sarebbe potuti consolare con un buon bicchierino di Balsam, un amaro tipico dei Baltici che spopola negli hotel della zona di Bristonas.

 

Un successo dunque, quello di Alytus, che come tutti i momenti di gloria (e di crisi) deve essere analizzato e soprattutto metabolizzato.

 

La vigilia ci vedeva con tre atleti di punta.

 

Eleonora Anna Giorgi.

 

Il passo intrapreso a fine stagione 2018 era di quelli che in gergo aziendale si definiscono delle “nuove esperienze direttive”.

Valeva la pena intraprenderlo se assieme alle nuove metodologie di allenamento ci fosse stata anche una nuova interpretazione tecnica di quel passo di marcia che tanto infastidiva le giurie.

Umiltà e sacrificio sono state le armi vincenti, ma già lo avevamo detto dopo la vittoria di Podebrady.

Questo è un genere di marcia che da una sufficiente dose di tranquillità all’atleta quando passa di fronte agli occhi del giudice.

La Giorgi viene a casa con un record Europeo, che non crediamo avrà lunga durata. 

Gli ingredienti per vederlo crollare ci sono tutti.

Voto: 9 (10 solamente se scendeva sotto le 4:00:00)

 

Massimo Stano.

 

La normalità non è una serie continua di vittorie, ma qualche vittoria, qualche medaglie minore e qualche sconfitta. A volte gli altri sono anche più bravi di noi.

Fino ai 15km con il gruppo di testa, poi piano piano negli ultimi 4km quando di trattava di marciare sulla base di 4/km una flessione consistente (4:10/km). Le medaglie si sono volatilizzate.

Bastava arrivare però davanti a Tom Bosworth (1:20:53) un tempo che Stano ha già assaporato nel passato ed almeno avremmo assaporato il gusto dell’argento a squadre.

Voto: 7,5

 

Antonella Palmisano.

 

Sembrava la fotocopia di Podebrady 2017.

Per 12km da sola con una regolarità impressionante e sempre con quella ventina di secondi di vantaggio. 

Dovevano andare invece oltre il minuto e da lì si era capito che la giornata non sarebbe stata gloriosa. Ha aspettato per il ritiro vedere le compagne di squadra: brava.

Voto: senza voto per il DNF, ma 6 per la decisione del ritiro ragionata nella competizione per team.

 

 

Gli outsiders

 

Eleonora Dominici.

 

Fino ai 12km assieme alle migliori.

Concreta, con un bel gesto tecnico (ci ricorda il proverbio "nessuno è profeta in Patria", e mai ci stancheremo di associarlo a qualcuno di nostra conoscenza).

Vale la pena lottare per un obiettivo sempre con il sorriso sulle labbra come ci è accaduto di vedere.

Entusiasmante lo spirito di squadra con la compagna favorita in crisi: se non erro lo vedemmo analalogo a Spalato nel 1980.

Ieri è stata la prima delle Italiane sul traguardo, con un tempo vicinissimo al proprio personal best: un onore.

Voto: 8

 

Valentina Trapletti.

 

Soffre il rientro dopo gli infortuni, ma resiste nelle otto finaliste.

Ora non rimane altro che vederla alla prova a La Coruna che sembra essere il Campionato Mondiale di Giugno.

Voto: 7

 

Riccardo Orsoni.

 

Lo avevamo già visto in gran spolvero nelle Indoor e avevamo una buona impressione: un gran bel vedere.

La gestione della sua gara è stata perfetta. Illuminante il momento in cui si è accorto che l’oro poteva essere suo quando Lukas Niedzialek (POL) è stato fermato per 60” nella Zona di Penalità. Lucidissimo a gestire i 30” di vantaggio che aveva sullo spagnolo Pedro Conesa.

E non lamentiamoci quando qualcun altro con un non troppo bel gesto tecnico finisce davanti a noi: la storia insegna che prima a poi tutti i nodi vengono al pettine.

Spazzati via delle statistiche otto atleti della Russia con i loro tempi ottenuti a Sochi, e la vittoria sul polacco fino a ieri leader Europeo stagionale ci porta ad una sola considerazione, e non crediamo ce ne possano essere altre.

Voto: 10

 

 

Al nostro Gran Condé facciamo i complimenti per un medagliere che non eravamo abituati da tempo a vedere.

Come hai dormito Antonio?

 

 

 

 

 

 



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