27/05/2019   Un sogno di fine primavera a La Coruna






Sabato 8 giugno 2019 nel fresco pomeriggio di La Coruna spuntano dei raggi di sole.

Fino dal mattino la variabilità l’aveva fatta da padrone, e le nuvole erano state come solito spazzate via.

La novità di quest’anno è data dal fatto che la partenza delle donne viene anticipata di modo tale che la gara femminile debba terminare prima dello start dei maschi.

Temperatura ideale attorno ai 19°-20° Celsius.

 

In tante le atlete alla partenza.

La crema della marcia mondiale femminile è tutta qui oggi. 

Con il nome nuovo che è emerso nelle ultime settimane in Coppa Europa: Zivilé Vaiciukeviciute, con Erica De Sena (BRA) e Claire Woods a rappresentare il Sud America, e l’Oceania, con Mirna Surely Ortiz (GUA) e Kumiko Okada (JPN) a rappresentare il Centro America e il Giappone che il prossimo anno ci ospiterà a Tokyo.

Tante, troppe, e anche molto valide le Cinesi: tutte titolate, tutte con voglia di vincere perchè in Cina il must è la “vittoria”, delle medaglie, dicono, ci si ricorda poco.

 

Partenza alla 17:30. Il tifo sui Cantones si fa sentire

 

Ore 17:51.25: un gruppo di magliette rosse passa ai 5km in 21:25. Guardo il mio cronometro e sobbalzo: siamo sul passo del record del mondo.

In quel gruppo ci sono anche una maglia azzurra e una verde oro. 

 

Ore 18:12.40: le magliette rosse in testa alla gara sono ridotte a tre.

Dietro a loro, non molto distanti, la shirt azzurra, quella verde oro e le altre tre magliette rosse. 

Tra me e me dico che oggi sarà un giorno particolare

 

Ore 18:33.50 ancora sui ritmi di record del mondo. Tra me e me dico: vuoi vedere che La Coruna ti riserva ancora una grade giornata  di marcia. 

Mi sposto per scattare qualche foto al terzetto e sbadatamente dimentico per un giro di guardare il cronometro.

Ma lo faccio quelli successivi: (4:11 - 4:11). Sento lo speaker che richiama l’attenzione della gente sulla possibilità che venga battuto il record del mondo (1:24:38).

Giro successivo: 4:04. Le tre sono in un fazzoletto di meno di un metro.

Sento il sudore per l’emozione.

Il giro successivo piombano in tre sul traguardo 1:24:27 (con un ultimo giro in 4:01)

Guardo il crono e vedo il nuovo record del mondo.

 

Solo allora sobbalzo dal cuscino e mi accorgo che era tutto un sogno.

Un sogno di fine primavera in Galizia. E come tutti i sogni sul più bello mi sono perso il finale.

 

E se fosse un presagio della futura realtà ?

Chi lo sa.

 
 
 
 

 
 


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