01/10/2019   La gran bella marcia di Liu Hong e Qieyang Shenjie






I nove giudici che a Doha (QAT) hanno giudicato le tre gare di marcia fino ad oggi disputate per i Campionati Mondiali del 2019 possono considerarsi delle persone fortunate.

 

In primo luogo perché alcuni di loro hanno coronato il loro sogno di partecipazione ad un Campionato Mondiale che è già, di per se, cosa non da poco.

In secondo luogo perché il loro buon giudizio ha permesso un ordine di arrivo, nelle prime tre prove in programma, nel quale solamente un’atleta sui nove che hanno conquistato una medaglia è giunto all’arrivo con una sola red card.

Ciò sta a significare che non solo hanno vinto i più forti (o quelli che hanno resistito di più al caldo torrido di Doha), ma sono arrivati al podio anche atleti sui quali tecnicamente non c’è nulla da recriminare; non sempre è successo nel passato.

 

E già questo è un vanto per questa giuria: l’aver saputo fermare o invitare ad una marcia più corretta alcuni atleti il cui gesto tecnico non sempre rispettava i canoni della “bella marcia”.

Le sanzioni comminate, per quello che si è visto in TV, sono state, a nostro avviso, più che giuste.

Nelle due 50km un totale di 36 red cards delle quali 24 (66,7%) riguardavano il bloccaggio del ginocchio e le 12 restanti (33,3%) riguardavano quella che in gergo viene detta “fase di volo”.

Nella 20km donne gli ordini si sono capovolti: 38 red cards complessive delle quali 28 (73,7%) riguardavano la “fase di volo” e le restanti 10 (26,3%) riguardavano il bloccaggio del ginocchio.

Più volte su questo sito abbiamo fatto delle riflessioni a tale riguardo ed oggi registriamo con piacere che finalmente il nostro pensiero è stato condiviso da una giuria internazionale.

 

Ma i nostri nove amici giudici dovrebbero essere felici anche per altro fatto: hanno partecipato, come co-attori, ad una 20km donne tra le più belle della storia dei Campionati Mondiali.

 

Quello che Liu Hong e Qieyang Shenjie hanno messo in mostra su percorso della Corniche di Doha è stato un manuale dal vivo di quella che è la marcia: passo radente al terreno, movimento delle anche perfetto, estensione della gamba avanzante anche prima del contatto del tallone con il suolo, quasi parallelismo delle ginocchia al terreno. Insomma un gran bel vedere.

Non ce ne vogliano le altre atlete che sono giunte al traguardo immuni da red cards, che sono tante, e che hanno anche loro contribuito alla bellezza di questa gara, ma abbiamo preso in considerazione solamente le prime due.

Dobbiamo inoltre dire che abbiamo ascoltato commentatori televisivi abituati alla marcia internazionale, tessere le lodi di questi gesti tecnici, ottenuti fra l’altro in un contesto molto difficile di temperatura e umidità.

 

Infine suonano in questo contento come una musica le parole di Liu Hong dopo la gara: “Questi sono i terzi Campionati Mondiali che ho vinto. Sono molto felice di averli vinti assieme a Shenjie e Liujing perchè domani è alo 70° anniversario della Repubblica Popolare della Cina. Vincere queste tre medaglie è il più bel regalo che noi possiamo offrire alla nostra madre terra”.

 

Anche alle atlete la loro parte di felicità.

 

 

 

 

 

 


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