Olympic Games - OG 2012 Femminile

Londra









20 Km. women

Incredibile risultato. Vince la Lashmanova con il nuovo record mondiale 1:25:02 davanti alla favorita Kaniskina (1:25.09) in testa per tutta la gara e sorpassata nell'ultimo giro. A sua volta la cinese Shenjie Qieyang ha la meglio per il bronzo in 1:25:16 (record asiatico) sulla compagtna di squadra Liu Hong che chiude in 1:26.00 Ottimo settimo posto per Elisa Rigaudo in 1:27;36 (season best) e quattordicesima Eleonora Anna Giorgi con il personale in 1:29;48

 

(dal sito web della FIDAL by Alessio Giovannini)

Il terzo primato del mondo dei Giochi Olimpici di Londra, dopo quelli in pista di Rudisha negli 800 e della 4x100 donne degli Stati Uniti, arriva dalle strade di The Mall e dalla 20km femminile di marcia. Ad ottenerlo in 1h25:02 è la ventenne russa Elena Lashmanova che, nel tratto finale, supera di 7 secondi la connazionale, olimpionica uscente e superfavorita, Olga Kaniskina, argento (1h25:09) dopo una gara tutta al comando per oltre 19km. Il precedente limite mondiale apparteneva ad un'altra russa, Vera Sokolova che il 26 febbraio del 2011 a Sochi aveva marciato in 1h25:08. Bronzo alla cinese Shenjie Qieyang che con 1h25:16 toglie anche il record asiatico alla compagna di squadra Hong Liu, argento a Daegu 2011 ed oggi quarta in 1h26:00. In chiave azzurra, il bronzo di Pechino 2008, Elisa Rigaudo conferma il suo spirito combattivo e, in una gara a ritmo di record del mondo, chiude settima in 1h27:36. Bene anche la 22enne Eleonora Anna Giorgi. Il suo debutto olimpico vale il quattordicesimo posto a suon di primato personale, migliorato per la terza volta nel 2012, a 1h29:48. Per lei un progresso notevole di 1 minuto e 20 secondi.

La cronaca - Lungo i viali alberati di The Mall c'è una temperatura di 22 gradi (umidità al 46%). Partenza sprint per l'olimpionica Olga Kaniniskina che prova subito a prendere il largo. Si lancia al suo inseguimento solo la cinese, argento mondiale di Daegu, Hong Liu. Le due atlete procedono a passo spedito scavando rapidamente un vantaggio che al 4° km (passaggio in 17:03) diventa già di 18 secondi. Nella pattuglia delle inseguitrici (17:21) c'è Elisa Rigaudo con le russe Kirdyapkina e Lashmanova, le cinesi Lu e Qieyang e la guatelmateca Ortiz. Eleonora Giorgi viaggia, invece, intorno alla trentesima posizione (17:54). Le battistrada proseguono a ritmo incredibile, ma la Kaniskina si presenta al giro di boa in 42:33 con la Liu (42:50) che tra l'8° e il 10° km perde 17 secondi, mentre i giudici assegnano ad entrambe un cartellino rosso per sospensione.

La Rigaudo è settima (43:29), a 13 secondi da russe e cinesi (43:16). Giorgi ventottesima in 45:21 con una proposta di squalifica per sbloccaggio, la stessa che da lì a poco sorprende anche la finanziera piemontese (ndr.: entrambe, e saranno le uniche, provengono dal giudice neozelandese). La Kaniskina è scatenata. Marcia a testa alta con lo sguardo fiero, a ritmo di primato del mondo. Al 14° km c'è solo lei (59:36), la Liu viene rimontata da Lashmanova, Kirdyapkina e dalla connazionale Qieyang che procedono a 24 secondi dalla leader russa. Rigaudo sempre settima (1h00:53) e Giorgi ventunesima (1h03:40). Si procede così fino alla campana dell'ultimo giro. La Kaniskina (1h16:38) sembra avere già l'oro al collo, ma quella che alle sue spalle fino a poco prima era una voragine di secondi, diventa un margine sempre più sottile. Sulle sue tracce si mette, infatti, senza troppi timori reverenziali la ventenne Lashmanova (1h16:55 al 18° km), colei che quest'anno ha già "osato" batterla in Coppa del Mondo a Saransk. Dopo l'ultimo rifornimento, il divario tra le due si assottiglia ad una manciata di secondi e in dirittura d'arrivo, con il traguardo ormai a vista, avviene il sorpasso.

La Kaniskina fa una smorfia, stringe i denti, ma deve arrendersi. L'oro ed anche il record del mondo oggi vanno alla Lashmanova, 1h25:02. La 27enne campionessa di tutto stavolta è "soltanto" d'argento, 1h25:09. Non è da meno il crono della terza classificata, la cinese Qieyang, 1h25:16 primato asiatico sottratto proprio alla connazionale Liu, quarta in 1h26:00. Elisa Rigaudo, come a Saransk in Coppa del Mondo, chiude al settimo posto 1h27:36. Bene anche l'altra azzurra Giorgi, protagonista di un finale che, dal 16° (1h12:32) al 20° km, la porta a rimontare ben sette avversarie. Quattordicesima. Curiosità: anche per lei si tratta dello stesso piazzamento di Coppa del Mondo, ma stavolta il crono è 1h29:48, nettamente primato personale.

Rigaudo: "Mi manca il record italiano" - "Una gara fortissima - dichiara Elisa Rigaudo - l'avevo capito subito che oggi sarebbe stata da record del mondo. Ad un certo punto ho dovuto decidere se restare da sola o stare nel gruppo delle delle inseguitrici. Era il treno giusto, ma so bene che patisco gare così veloci e ho scelto di portare le gambe a casa. Ultimo giro mi ero un po' demoralizzata perchè vedevo la cinese Lu davanti a me e non riuscivo a riprenderla. Comunque posso essere soddisfatta per un settimo posto in una gara del genere. Mi è mancata un po' di potenza nelle gambe, ma per fortuna la testa c'era. Peccato solo per il record italiano (1h27:09 di Elisabetta Perrone nel 2001, ndr), ci tenevo. Ci ero arrivata vicina con il bronzo di Pechino (1h27:12, ndr), vuol dire che non posso smettere perchè devo farlo. Complimenti ad Elenonora Giorgi, promette molto bene e, quando lascerò, sarò contenta di lasciarle lo scettro. Intanto - aggiunge la 32enne marciatrice piemontese - ho il tempo di fare un secondo figlio e poi Rio de Janeiro 2016! Durante la gara cercavo mia figlia Elena con lo sguardo, era lungo il percorso a farmi il tifo e prima di partire mi aveva detto "Mamma vai forte!". Devo dire grazie a mio marito Daniele, al mio tecnico Sandro Damilano, al mio club le Fiamme Gialle e alla Federazione che mi hanno sempre supportato in questi anni". "All'inizio per me è stato difficile tenere il mio ritmo - racconta la lombarda Eleonora Giorgi - perchè le altre sono partite velocissime e ho dovuto cercare di conservare le energie per il finale. Non posso che essere contenta di questo risultato. Sapevo di stare bene, ma non pensavo fino a questo punto. Fino allo scorso anno non avrei mai creduto di poter essere oggi alle Olimpiadi! Dico grazie alle Fiamme Azzurre, alla Federazione e al mio tecnico Gianni Perricelli, perchè altrimenti non avrei potuto fare il salto di qualità che mi serviva".

 

 

(english version)

 

(from IAAF website by Paul Warburton)

 

 

20 Km. women

 

If there were gasps from the huge crowd in The Mall at the amazing World record in the women’s 20km Race Walk – there was an even bigger one from Elena Lashmanova. The 20-year-old pulled out a superfast 8:07 for the last two kilometres and in doing so, passed Russian team-mate and defending champion Olga Kaniskina for first place. The 2008 winner had a huge advantage only 4km earlier, and Lashmanova thought she might be chasing a minor place - if that. “I had problems over the last few weeks of training,” she said. “It was a little illness – nothing major, but it set me back a little, and I was not even expecting a medal today – never mind the gold or a World record.” Far from thinking she was gaining yard by yard over the last lap, Lashmanova was more worried she had picked up disqualification cards at the same time, bearing in mind the acceleration on the fastest circuit of the race. But the former IAAF World Junior champion also had a psychological ace up her sleeve.

Back in May at the IAAF World Walking Cup on home soil in Saransk, she drew alongside Kaniskina in the final two kilometeres and passed her then as well. Was this the incentive to go for broke on the biggest stage of them all? Apparently not, it seems. “Every competition is different,” said Lashmanova. “In May, I don’t think everyone was at their best, and I wasn’t sure Olga was as well prepared as she was today. “I just found a little extra. But it was also in my mind to remain focused on my style. I knew I needed to make sure I didn’t pick up warnings.” But having swiped the crown off the queen’s head, a worried Lashmanova was not certain about the fame it would bring. When Kaniskina brought home the big prize from 2008, she was given an apartment and a car, as well as being feted and paraded in front of Russian dignitaries that included President Vladimir Putin. How did that sit with the latest heroine to do her country proud? “What car would I like?” she said. “I can’t even think of that. "I don’t care if I don’t get a car. For me, it’s all about the achievement, and all I would like to do is have a short holiday, and then decide what happens next.” One also got the impression that when she gets stared at in the street, or maybe even pestered for an autograph, Lashmanova was far from looking forward to the extras that come with an Olympic gold. She was described as ‘shy and quiet’ by the woman who had to settle for second place, “although maybe she’s different with her friends,” added Kaniskina, “but maybe you should ask her.” Lashmanova also revealed a little reluctantly that she thought of herself as just ‘ordinary’ – although how someone who has just walked a World record on a hot day could equate to a mere mortal might have more to do with modesty. But she did admit her father, mother and elder brother would be delighted with the win. Better make it a big car then when the prize finally shows up outside the front door? “I told you, the car doesn’t matter, and yes, I really mean it,” she said, wagging her finger in mock disapproval.