Olympic Games - OG 2012 Maschile

Londra









Men 20 Km.

 

Vince colui che non ti aspettavi. Una bella gara, su un percorso non semplice, ma con un pubblico entusiasmante, in un palcoscenico ancora piu entusiasmante. Parte prima di tutti il Giapponese Suzuki, che si spegne dopo qualche giro. Poi dopo un giro assieme ci prova il francwse Moulinet, ma che viene risucchiato presto. Nel gruppetto dei leader ci sono tre cinesi, due russi, un guatemalteco, ed un colombiano. La giuria interviene e sia Kanaykin (RUS) che Lopez (COL) vengono squalificati. Passa in testa il cinese Chen Ding, seguito a breve dal compagno Zheng Wan, da Valery Borchin e da Erick Barrondo, che forza e passa in seconda posizione. A giochi ormai terminati per l'oro, Barrondo ha la meglio sull'altro cinese, mentre Borchin, si ferma nell'ultimo giro vittima di un risentimento muscolare. Giorgio Rubino, l'unico italiano in gara purtroppo non riesce a sviluppare una gara come pensava. Viaggia sempre nelle retrovie del gruppo. Perde concentrazione esmalto con il trascorrere dei giri e termina, per onor di firma, in 42sima posizione con un tempo, molto, troppo lontano, dai suoi limiti stagionali. (dal sito web della FIDAL) Marcia 20km (Finale) - Oggi a Londra, la 20km di marcia doveva essere uno scontro tra la Russia dell'olimpionico Valeriy Borchin e la Cina del primatista asiatico e leader di Coppa del Mondo, Zhen Wang. Alla fine, invece, lungo i viali alberati di The Mall, sul suntuoso sfondo di Buckingham Palace, ad attraversare per primo il traguardo è un altro cinese, l'entusiasta Ding Chen che conquista l'oro in 1h18:46. Risultato che a livello cronometrico rappresenta il record olimpico della specialità e, per la statistica, ne fa il più giovane campione a cinque cerchi della storia sui 20km. Proprio domani, infatti, Chen compirà 20 anni. Secondo il 1h18:57 il sorprendente 21enne Erick Barrondo che, malgrado il rischioso fardello di due proposte di squalifica, porta a termine la sua missione e consegna una storica medaglia d'argento al Guatemala. Alle sue spalle è ancora Cina con il bronzo del favorito - come Chen allenato a Saluzzo da Sandro Damilano - Zhen Wang (1h19:25) e il quarto posto di Zelin Cai (1h19:44). Nel finale cade, invece, letteralmente a pezzi la squadra russa con la squalifica del primatista mondiale Vladimir Kanaykin e Borchin che crolla a terra stremato nell'ultimo giro e viene addirittura portato via in barella. Giornata no, purtroppo, anche per l'azzurro Giorgio Rubino. Il finanziere - ai Mondiali quinto nel 2007 e quarto nel 2009 - non riesce mai ad essere in gara, scivolando presto nelle retrovie e andando a chiudere quartantaduesimo in un per lui anonimo 1h25:28. "Purtroppo ho sentito fin da subito che le gambe non c'erano - il commento a voce bassa di un delusissimo Rubino - Ho fatto tutto bene quest'anno, ho avuto tutto quello che potevo ricevere dalla Federazione e dal mio tecnico Sandro Damilano. Fino all'ultimo test di mercoledì scorso era andato alla grande. Mi ero un po' nascosto con le dichiarazioni, ma ero venuto a Londra con l'ambizione di una medaglia e invece avete visto tutti come è andata oggi. Per mesi mi sono allenato al passo di Wang, ma evidentemente qualcosa dentro di me non va. E' il caso di sedersi un attimo e di capire. Non riesco a capacitarmi di questo risultato. Ho finito la gara perchè ci tenevo ad onorare la maglia azzurra, più che per me stesso che sono coperto di vergogna l'ho fatto per la Nazionale e per le persone che sono arrivate fin qui per seguirmi".

 

 

Men 50 Km.

 

La 50 Km. dei Giochi Olimpici, orfana di Alex Schwazer conserva il suo fascino, anzi lo migliora. Una gara entusiasmante, un pubblico entusiasta, un capovolgimento di posizioni ed alla fine vince uno dei favoriti Sergey Kirdyapkin in 3:35:59 (frantumato ilo record olimpico di Schwazer di Pechinom 2008), davanti a Jared Tallent (3:36:53) e al cinese Si Tianfeng (337:16). Marco De Luca arriva 17° in 3:37:19 Partenti 63 atleti, 4 DNF, 7 DQ per non osservanza alla Reg. 230.6a ed 1 DQ per non osservanza alle Reg. 230.9g (rifornimento fuori sezione apposita; presentato reclamo alla Giuria di Appello, che lo ha respinto. Il fatto era avvenuto al Km. 36) Arrivati 51. (dal Sito web della FIDAL by Alessio Giovannini) Ai Giochi Olimpici di Londra la 50km di marcia parla russo. L'oro va all'esperto Sergey Kirdyapkin che - dopo i titoli mondiali 2005 e 2009 e il successo in Coppa del mondo 2012 - cancella anche il record olimpico di Alex Schwazer (3h37:09 a Pechino), vincendo in 3h35:59 (parziale di 1h49:22 al giro di boa). Argento, come quattro anni fa, all'australiano Jared Tallent che, malgrado la zavorra di due proposte di squalifica, si migliora a 3h36:53 davanti al cinese Tianfeng Si, bronzo in 3h37:16 (PB). Gara veloce che cronometricamente restituisce, tra i primi venti classificati, dodici personal best dei quali anche due primati nazionali: quello irlandese di Robert Heffernan, quarto in 3h37:54, e quello sudcoreano di Chilsung Park, tredicesimo in 3h45:55. L'azzurro Marco De Luca chiude diciasettesimo nel tempo di 3h47:19 (passaggi: 10km/45:40, 20km/1h30:55, 25km/1h53:29, 35km/1h38:33, 45km/3h24:06). Il finanziere laziale, allenato da Patrizio Parcesepe, fa meglio del diciannovesimo posto di Pechino 2008 e dello stagionale (3h49:50 a Saransk), arrivando a 48 secondi dal personale, quel 3h46:31 che l'aveva visto ottavo ai Mondiali di Berlino. "Il livello della gara - commenta De Luca - è stato stratosferico! Davvero non me li aspettavo certi tempi. Il piazzamento non mi soddisfa, anche se non avrei mai detto di poter finire diciassettesimo con 3h47. Non penso di potermi rimproverare niente. Ho fatto il mio, sono arrivato a poco più di 40 secondi dal personale, alzo le mani. Le tre medaglie più belle ce l'ho già e sono mia moglie e le mie due bambine Sofia e Noemi".

 

 

I giudici su questi link:

 

Conosciamo Joseph Ochieng (KEN): click qui

 

Conosciamo Nicola Maggio (ITA): click qui

 

Conosciamo Peter Wrigley (NZL): click qui Conosciamo Pierce O' Callaghan (IRL): click qui

 

Conosciamo Dolores Rojas Suarez (ESP): click qui

 

Conosciamo Daniel Michad (CAN): click qui

 

Conosciamo SteveTaylor (GBR): click qui

 

Conosciamo Khoo Chong Beng (MAS): click qui

 

Conosciamo Jean Pierre Dahm (FRA): click qui

 

Conosciamo Noel Carmody (GBR): click qui

 

Conosciamo Catharine TELLING (GBR): click qui

 

 

(english version)

 

by Paul Warburton for the IAAF

 

Men 20 Km.

 

The new Olympic 20k Race Walk gold medallist is thanking his lucky stars he was no good at school. For some, a school report that says 'could do better’ is a bit of a disaster, for Chen Ding it has turned into gold. In fact, it could hardy get better for a man who turns 20 on Sunday. Double celebrations do not get any better than this. And with respect to anyone who has got the new champion a birthday gift – they will not be able to top the medal around his neck. Chen admitted after his tremendous win in The Mall that he happened upon walking by sheer chance rather than design – and it had a lot to do with flunking a heap of academic subjects. It appears that in China if you are not so hot with the books they give you blocks if you’re a sprinter or a pair of decent racing flats if you show endurance ability. Chen showed he had the latter – and like so many walkers before him tried distance running before he turned to heel and toe. His hand gesture when asked how good he was at 5k and 10k suggested he was so-so. But he heard about race walking and had seen other Chinese do well at it. It wasn’t quite hey presto after he took up the sport when he was 15. But the youngster soon discovered he was a lot better at walking than anything he tried before. Even then, he had a hankering to do something else – in this case, playing the guitar, and reckons that every spare chance he gets, out comes the acoustic and away he strums. Is he any good? Not bad, was more or less the answer – and a lot better than when he was chewing the end of his school pen nailed to a desk. However, he was equally candid about what he thought of his chances of an Olympic medal against two illustrious compatriots – one of whom, Wang Zhen, is the world junior record holder over 10k. "I honestly didn’t think I was going to win today," Chen said. "But things got better as the race progressed. "I felt particularly good with two laps (4k) to go, and it felt as if the others were going back a little." Chen thought Valeriy Borchin was right behind, but was unaware the defending champion had collapsed exhausted into a hoarding when the pace revved up right at the end. However, the Chinese was too preoccupied raising his fist and celebrating when he still had 3k left. Over the last kilometre he was practically holding audience with fans on the course as he breezed home. This year has been something of a revelation for Chen. His previous times though fast were not as fast as some in a country that demands excellence. However, a sparkling 1:17:40 at the IAAF Race Walk Challenge in Taicang in March knocked more than a minute off his previous best. He was coached by Italian legend Sandro Damilano, and looked after by 1984 Olympian Zhang Fuxin who he thanked for getting him to the start line in London in the best shape possible. "This is the best birthday yet, and it won’t get better," said Chen. "I was not much good at school, and I used to get told off by my parents and teachers. But they will now be delighted of course, and I can’t wait to celebrate with them. "What will I do on my birthday? I have no idea, but I will try to think of something good."

 

Men 50 Km.

 

The winner of the men’s Olympic 50km Race Walk likes a good horror story – and Sergey Kirdyapkin has endured a few in his time as a top race walker. Not today, however. In fact, once the Russian had a second go at establishing a commanding lead just after 40k it was plain sailing in the London sun. The man who has now collected a hat-trick of major wins that include IAAF World Championship twice; the IAAF World Race Walking Cup on home soil in Saransk, and now Olympic gold – wrote his own happy ending. Ending, because the 32-year-old took a long time before answering a question about whether he wanted to continue. After all, what more is there to win? However, he part-ducked the question by suggesting he would have a 'long sit down’ with coach Victor Chegin before deciding whether the thought of even more torment in the heat elsewhere had appeal. "I don’t know what’s next," he shrugged. "It’s true I have everything that matters in walking, but we’ll have to see when we go home." "A career outside walking? It's difficult to imagine." Home is the Saransk Centre, unique in the athletics world as the only specific race walking centre. It is here, 600k east of Moscow that both Kirdyapkin and talented wife Anyisa Kirdyapkina, entered for the Olympic women's 20km, train day in and day out. The centre has the kind of facilities that breed champions – and there have been plenty over the last 10 years. There is a 330m track, because three laps all but measures a kilometre, and therefore makes it easier to keep score of intervals. And just as good, there is a tarmac 2k loop though the forest that has its own special sweeping machine to shift the leaves each morning. Talk about leaving no stone unturned. But despite the best facilities known to walkers on planet earth, Kirdyapkin revealed he had no idea when he woke up this morning whether this would be his day. "It was only after I got into the race, and started picking off the kilometres did I get an idea I was going well," he added. He was reduced to the land of the walking dead at the 2006 IAAF World Walking Cup and has a few DNFs opposite his name as well over a 10-year career at the top. However, he has been training well since he won the World Race Walking Cup in May, and reckoned Chegin had prepared him well. Well enough to rewrite his personal best by nearly a massive three minutes despite the warmest day of the Olympics so far. Kirdyapkin also agreed there must be something in couples’ race walking together. Apart from he and Anyisa, silver medallist Jared Tallent will also be watching wife Claire line up for the 20km. The Russian said: "I think it’s because the other person in the partnership understands what is required to try and win competitions at this level." "Of course, Anyisa knows me well, but she also knows what it takes to devote time to the sport. Maybe, that’s the same for Jared." Kirdyapkin now has plenty of time to indulge a passion for reading the books of Mikhail Bulgakov while the man with a science degree decides what to do next. Bulgakov’s most famous book – The Master and Margarita – imagines a fantasy visit by Satan on Russia. In the un-London like Dante’s Inferno there were no satanic verses – just the reward of the Russian national anthem at the victory ceremony for a champion with a new Olympic record.