World Championships - WCH 2003 Maschile

9th ed. Paris (FRA)









20 Km. men

 

Trentotto atleti alla partenza alle ore 8.30 del 23 agosto 2003 in una mattinata fresca (17°), con un’umidità del 94%, che man mano si ridurrà. La lista dei tempi di accredito vede i favori del pronostico suddivisi fra il russo Roman Rasskazov, Campione Mondiale due anni prima a Edmonton 2001 (che però è stato squalificato l’anno precedente alla Coppa del Mondo di Torino 2002), l’ecuadoregno Jefferson Perez, e, forse un gradino sopra gli altri, lo spagnolo Francisco Javier Fernandez. Un gradino sotto gli altri sono visti dagli addetti ai lavori gli altri russi: Andreyev, Markov e Burayev, e il gruppo dei messicani, capitanato da Bernardo Segura e Noe Hernandez.

 

 

Il passaggio al 5 Km. vede in testa Fernandez (19:29), che ha già staccato di 6” un gruppetto composto da Perez, l’italiano Didoni, i messicani Hernandez, Lopez e Segura, e i russi Andreyev, Burayev e Rasskazov. Con essi un atleta di colore: il keniano Julius Sawe, che ha già collezionato quattro proposte di squalifica, e che è fermato subito dopo. Altrettanto veloci nel giudizio sono stati i giudici con il guatemalteco Rene Martinez che era stato il primo ad essere squalificato, e con il coreano Dae-ro Lee, che subisce la stessa sorte un minuto dopo. La giuria si annuncia molto severa.

 

 

Il passaggio al 10 Km. vede sempre in testa Fernandez (38:38), che sta viaggiando a ritmi di record mondiale; il suo vantaggio sugli inseguitori è di 32”. Il gruppo degli inseguitori è cambiato. Comprende ora: Perez, il bielorusso Trotskiy, i tre messicani e i tre russi. Didoni non ha resistito a tale ritmo e perde posizioni. Segura e Burayev hanno ricevuto la prima posposta di squalifica.

 

Il passaggio al 15 Km. è coperto da uno scatenato Fernandez in 58:03, ma Perez si è fatto sotto. Il suo distacco dal leader è ora solamente di 16”, Rasskazov passa i 15 Km. in 58:34, seguito ad alcuni secondi da Hernandez e Burayev (gravato però da due proposte di squalifica). Nel frattempo sono stati squalificati i due giapponesi Yoshizawa e Fujinohara, il kazako Borisov e il ben più noto Bernardo Segura che viaggiava con il gruppetto che inseguiva Perez. Subito dopo il 15 Km. arriva la terza proposta di squalifica per Burayev che lascia la compagnia.

 

Al 16 Km. la situazione è la seguente: Fernandez (1:01:56), Perez (1.02:06) che gli ha rosicchiato altri 8”, Hernandez e Rasskazov (1:02:27). Però nel frattempo anche l’altro russo Andreyev è stato squalificato: per lui tre proposte di squalifica nell’arco di 7 minuti; sarà l’ultimo a essere squalificato. Poco prima del 17 Km. Perez riaggancia Fernandez, che quasi non ci crede: lo guarda, infatti, come per dire: “Ma da dove sbuca questo ?”.

 

La gara ha, a questo punto detto tutto per quanto concerne oro e argento. Resta aperta la lotta per il bronzo, che si risolve verso il 19 Km. dove Rasskazov con un allungo stacca Hernandez e tenta di andare a insidiare un deluso Fernandez. Arrivano così: 1. Perez che stabilisce il nuovo record mondiale in 1:17:21 (ma è ancora chiamata WBP) 2. Fernandez in 1:18:00 3. Rasskazov in 1:18:07 4. Hernandez in 1:18:14 Bisogna attendere oltre 1’21” per vedere arrivare il quinto, l’australiano Luke Adams, autore di una bellissima gara, poi Ivan Trotskiy, Ilya Markov e i due spagnoli José David Dominguez e Alejandro Lopez. Fernandez e Rasskazov ottengono la miglior prestazione stagionale, mentre da Hernandez a Dominguez (escluso Ilya Markov) tutti ottengono il personal best.

 

Gli italiani presentano più ombre che luci; sembrano terminati i tempi per i quali si lottava per le medaglie. Primo italiano Lorenzo Civallero, 11° all’arrivo, autore di una splendida gara, che stabilisce con il tempo di 1:20:34 il suo primato personale. Potrà dire: “C’ero anch'io, quel giorno in cui Perez stabilì il record mondiale”. Un po’ sotto tono Michele Didoni (16° in 1:21:23) che comunque stabilisce la miglior prestazione stagionale, il che la dice lunga sul valore di questi tempi che per Didoni comunque rappresenta la quarta prestazione di sempre sulla distanza. Certamente sotto tono Alessandro Gandellini (21° in 1:24:45) che ottiene con questo tempo la sua 25° prestazione sulla distanza.

 

Chi invece a livello di squadra ottiene un’ottima prestazione è la Spagna, che piazza nei primi 10 tre atleti; avesse vinto anche l’oro, sarebbe stata la ciliegina sulla torta. José Marin, il selezionatore spagnolo, non si lamenta. Chi invece è sconvolto, ma accetta il risultato, è Fernandez. Ci dirà: “Pensavo che un ritmo di 1:18.00 fosse sufficiente per vincere l’oro, ma Jefferson ha fatto il mondiale. Onore a Jefferson”. Si aprirà qui una storia di tre mondiali consecutivi con Jefferson Perez e Francisco Fernandez oro e argento.